I contadini infatti erano soliti, la sera, spossati dal duro lavoro
della fienagione, stendersi su letti d'erba per sentirsi al mattino perfettamente riposati
e in forma; ma la nascita di vere località "fitobalneari" tra le quali Garniga
Terme in Trentino, risale alla fine dell'Ottocento (1895).
La pratica terapeutica dei bagni nell'erba,
benché supportata da tradizione ed esperienza, mancava fino ad alcuni anni fa di uno studio
sulla verifica di efficacia e di tolleranza condotta con gli attuali criteri scientifici.
La risposta a questa esigenza conoscitiva è stata fornita da una ricerca condotta dagli
inizi degli anni novanta presso le Terme di Garniga da un team di medici, botanici
(Università di Camerino) ed agronomi (Università di Firenze). Gli studi medici condotti
in collaborazione con la Cattedra di Reumatologia dell'Università di Verona hanno
dimostrato la validità terapeutica di questi trattamenti in molte reumartropatie.
La percentuale di miglioramento
constatata a fine terapia, tra i circa 2000 pazienti coinvolti negli studi, va dal
70 al 90% secondo il tipo di tests eseguito. Inoltre sono state rilevate
diminuzione del consumo di farmaci antireumatici e del ricorso al medico nei sei mesi
seguenti ai bagni.
La cura, che è stata riconosciuta
dalla Medicina quale "terapia termale" ed è quindi stata ammessa di
recente al rimborso da parte degli Enti mutualistici, risulta efficace, oltre che per il
trattamento delle osteoartrosi primarie e secondarie, anche per forme reumatiche
particolari (periatrite scapolo omertale, dolore cronico del rachide, artropatia
psoriasica, fibromialgia, sindrome del tunnel carpale) e in genere per dolori
post-reumatici, spasmi muscolari, rigidità articolari.
L'erba utilizzata proviene dalle praterie del Monte Bondone a quote
comprese tra i 1200 e i 1500 m slm. Quest' erba particolarmente ricca floristicamente (tra
le specie più significative che la compongono vi sono la genziana, l'arnica montana,
l'iperico, il timo, il tarassaco alpino, la carlina e la pulsatilla) viene raccolta e
falciata la mattina presto, quando è umido di rugiada, trasportata a valle prima
dell'essiccazione e lasciata riposare e fermentare per tre giorni.
Il personale medico, dopo un attenta valutazione
della situazione clinica del paziente saprà consigliare i modi e i tempi di
"immersione" più adatti alle sue esigenze. Un team di fisioterapisti sarà a
disposizione durante tutto il ciclo di terapia per trattamenti individuali e di gruppo.
Il bagno nell'erba è un tipo di
trattamento termale che prevede l'immersione completa del paziente in un letto
d'erba fresca, la quale se compattata grazie a processi metabolici propri e
all'attività metabolica della flora batterica ad essa associata raggiunge gradualmente
dopo lo sfalcio una temperatura compresa tra i cinquanta e i sessanta gradi centigradi.
Ogni immersione ha una durata variabile dai dieci
ai venti minuti in relazione alle condizioni cliniche del paziente rilevate in corso di
visita medica di ammissione e in relazione alla tolleranza individuale; dopo il bagno il
paziente viene sistemato su un lettino di reazione, avvolto in coperte di lana per circa
quaranta-cinquanta minuti.
La reazione post-bagno, caratterizzata da
sudorazione profusa in realtà non si conclude in questi cinquanta minuti ma si protrae
per tre-quattro ore smorzandosi gradualmente; durante la fase di reazione il paziente è
invitato a reintegrare i liquidi persi con la sudorazione attraverso il consumo di
bevande.
Un ciclo di fitobalneoterapia consiste in un
immersione quotidiana per un ciclo variabile dagli otto ai dodici bagni con un intervallo
di un giorno a metà cura.
Ad ogni paziente viene assegnato e mantenuto per
tutta la durata della cura il proprio posto vasca esclusivo giornalmente integrato di erba
fresca.
Attualmente i bagni possono essere effettuati solo
durante la stagione estiva, quando l'erba raggiunge il massimo sviluppo (da fine giugno a
metà settembre): tuttavia, sono in corso prove di conservazione dell'erba fresca in
frigorifero da utilizzare all'inizio della cattiva stagione, con la possibilità, quindi
di prolungare la stagione termale. Si studia anche la possibilità di ottenere prodotti
cosmetici dal fieno congelato. |